Chiamatemi Bartolo
Il nostro reporter non ci sta più: un nuovo spazio per Bini.
di Bartolo Bini
Avevo nove anni quando mio padre mi regalò una vecchia edizione di Moby Dick: un libro speciale, di quelli che anche se sei bambino ti cambiano la vita. Quando lo finii, mi dissi: «È vero, hai dodici anni, ma questo non vuol dire che tu non possa vivere un’avventura così». E partii. Senza dire niente a nessuno, decisi di andare in America e saltai sulla prima corriera. Arrivato, capii dall’accento di un cordiale passante di non aver attraversato l’Oceano Atlantico, e dalla spiegazione dello stesso di essere, più precisamente, ad America. Frazione di Pocapaglia. Provincia di Cuneo.
Non lo sapevo ancora, ma la stessa ragione mi avrebbe ridotto più volte all’umiliazione. Anche dopo essere arrivato agli onori della pubblicazione – una rivista umile, per carità, ma almeno si viaggia un po’ – ecco che persino la redazione di un mensile ridicolo preferisce ridere alle mie spalle piuttosto che farmi notare un errore. Quando mando il pezzo via mail, loro mi rispondono «Grazie Barry. Un ottimo lavoro, come al solito». Io leggo compiaciuto. E intanto, dall’altra parte dello schermo, giù risate. Volevo fare il reporter, mi serviva solo una mano, una voce amica che mi dicesse che di Barcellona ce ne sono due, di Alessandria ce ne sono due. Perché un errore può capitare a tutti, ecco. E bisogna pur lavorare, ecco.
Di Moby Dick mi è sempre piaciuto il personaggio di Ismaele. Se ne sta lì nascosto, che quasi non lo vedi, e poi toh, alla fine è l’unico che sopravvive. Una bella lezione per quell’arrogante di Achab, immenso nei suoi magniloqui. Il momento di Ismaele è più silenzioso, e arriva sempre dopo. Questa volta lo faccio per te e per me, Ismaele: forse non è mio destino viaggiare, ma da oggi chiamatemi Bartolo.
Vi divertivate a leggere quegli articoli e pensare «Ma guarda tu dove crede di essere andato questo Barry»? Avete riso abbastanza: Barry non esiste più. Bartolo Bini è un giornalista, non un comico, e Bartolo Bini ha un sogno, un progetto, un’idea. D’ora in poi, racconterò le realtà quotidiane di quei paesi con la sveglia alle dieci, dove l’INPS è idolatrato come una divinità con tanto di festa patronale, dove le vecchiette fanno la pasta in strada. O magari anche di paesini meno stereotipati di questi, mi informerò. Insomma, vi riporterò le Notizie dal piccolo mondo, perché possiate apprezzare come – se forse serve un aereo per conoscere l’altra metà del pianeta – non serve che qualche passo per conoscere chi lo abita. Senza cercare niente di straordinario, ma guardando meglio quello che c’è: la gente di cose da dire ne ha, e di gente siamo pieni anche qui.
Per suggerire a Bartolo Bini le piccole realtà da scovare in ogni angolo d’Italia, scrivi a barrybini.lavoro@virgilio.it
