Cin cin
Numero quattro, anno II.
della Redazione
Tra meno di due settimane, Verona ospiterà la 58ª edizione del Vinitaly, celebre salone del vino. Per Terza Fila, è l’occasione per parlare di vino e, più in generale, del nostro rapporto con l’alcol. Innanzitutto attraverso le generazioni: se per i nonni è abitudine avere la bottiglia a tavola durante i pasti, i giovani bevono sempre meno. È il caso di dirlo: Non si beve più come una volta… Tuttavia, l’alcol rimane importante per la ritualità quasi religiosa che la nostra società vi ha ricamato intorno: in Posso anch’io? raccontiamo come la prima birra offerta da un genitore segni il passaggio alla vita adulta.
Qualcuno dice che, se è vero che l’alcol è nemico dell’uomo, è da vigliacchi fuggire davanti al nemico. E infatti, spesso è difficile rifiutare una bevuta, anche perché il significato della stessa va ben al di là dei 40 cl di un boccale. Ne sa qualcosa l’accorato protagonista che al suo migliore amico chiede Scusa per quella Tassoni: un racconto.
Questo “abbandono del bicchiere” da parte dei giovani si ripercuote anche sull’economia di prossimità e sulle tradizioni. Mentre molti locali chiudono, i britannici sono costretti a chiedersi Per chi suona la campana: il cupo destino dei pub inglesi.
Nell’Europa meridionale, è piuttosto il nettare degli dèi ad avere un’importanza speciale, proprio perché a volte un goccio di vino può essere un goccio divino: in Misticismo psichedelico diamo alcune immagini del complesso rapporto tra religione e sostanze psico-alteranti, attraversando le più diverse culture. Decisamente più mondano e venale è il bersaglio del barone von Kämpfen, che se la prende con chi preferisce mercanteggiare il vino come asset, piuttosto che stapparlo: Il vino si conserva solo per farlo invecchiare.
Qualche opinione a questo proposito ce l’ha anche Alberto Rabachin, vincitore del concorso Miglior Sommelier FISAR 2024, a cui abbiamo chiesto i segreti del mestiere di sommelier ne L’intervista.
Dietro all’alcol si nasconde il pericolo della dipendenza, e da sempre la politica è molto sensibile a questo tema: Il Cirano ci aiuta a ripercorrere i passi della guerra ai cannabinoidi degli ultimi anni in Libertà è legalizzazione.
Dopo Per sempre sì nella campagna per lo scorso referendum, è esplosa la moda delle playlist di musica leggera nei comizi: Niente da ridere è dedicato ai jingle politici, perché, anche senza Apicella e Paoli, Ti lascio una canzone.
Per la rubrica Notizie dal mondo, Barry Bini ci invia il contributo di aprile dalla spalmabilissima Filadelfia, una città che non dimentica i suoi fondatori.
Ad Armando Scaramouche – le sue fan lo sapranno meglio di noi – i giochetti piacciono assai. È per questo che vi invita all’evento Toyssimi nel suo Giudicalo dalla locandina.
Pubblichiamo l’analisi che il giovane Codista Simone Novo ha condotto dei titoli di Weapons. La Redazione ha unanimemente deciso di anteporre all’analisi del giovane Novo le poche righe autografe fatteci pervenire dal Segretario, a spiegazione della battaglia che l’UCI sta conducendo contro l’Academy hollywoodiana. Michelangelo, siamo con te.
Veniamo alla sezione culturale. Tra le righe, questo mese, parte dal romanzo Strane creature di Chevalier per chiedersi come l’ossessione possa diventare forma di libertà. Se invece siete di quelli che «ho preferito il film», e specialmente se amate i terrazzamenti valtellinesi, in SSSHHHHHH! sarete contenti di trovare una riflessione sull’epico Rupi del vino di Ermanno Olmi. Se ci piace la montagna, non ci possono piacere Le città di pianura: il film rivelazione di Francesco Sossai è stroncato ne La bocciatura. Questo mese, Occhio al pilota di Avvocato di difesa, avvincente storia di un avvocato “on the road”.
La cornice riflette sull’importanza del silenzio a partire dai famosi 4’33’’ di John Cage. A fare rumore, invece, è la musica rock, che qualche decennio fa era quasi sinonimo di droga. Di questa e altra “arte stupefacente” parla Tracciare linee nel buio. In coda a quest’ultimo, trovate La macchina è utopia? Lo spazio dell’arte, la risposta di una parte della Redazione alla tesi lì sostenuta.
La redazione che ha lavorato alla produzione di questo numero è composta da: Alessandro Giovanni Alberti, Christiano Nella, Giovanni Luca Palombella, Simone Cerino, Alice Visco, Margherita Cesario, Alessandro Moscone e Alessandro Liberati.
Hanno inoltre collaborato: Giada Grassi, Tommaso Guffanti e Filippo Tommaso Ceriani.
Fotografie originali di questo numero: Sophia De Lellis (copertina), Francesco Mignone e Laura Colarocchio.
Progetto grafico a cura di Martina Mastrolonardo.
Vuoi farci il malocchio? Vuoi riempirci di soldi? Per qualsiasi commento, scrivi a redazione@terzafila.it
