Essere codisti
Coda regolamentata.
di Michelangelo Altieri Würzl – segretario nazionale UCI Italia
Di solito, ogni mese ospitiamo la recensione di un socio UCI (Unione Codisti Internazionale), che riunisce esperti di titoli di coda da tutto il mondo. Oggi, eccezionalmente, pubblichiamo un intervento del segretario nazionale.
Dobbiamo affrontare la dura verità: per essere codisti, non basta più avere la tessera UCI. Ne è un esempio, non se la prenda, Giansenio Zampognardi, autore dell’ultima “analisi codistica” pubblicata nel mese di ottobre dalla rivista Terza Fila.
Ci tengo, innanzitutto, in veste di segretario nazionale, a scusarmi pubblicamente con Terza Fila e i suoi numerosi lettori per quanto avvenuto il mese scorso. Allo Zampognardi è già stata ritirata la tessera, questo è ovvio, e da oggi mi occuperò personalmente della selezione delle analisi da pubblicare. La qualità tornerà a essere quella che ci si aspetta da un’associazione seria come la nostra, parola di Altieri Würzl.
Mi preme sottolineare, non tanto per giustificare l’accaduto, quanto per darne spiegazione, il contesto da cui è scaturito tale abominio. L’Unione Codisti Internazionale, in particolare la sezione italiana, era una nicchia d’eccellenza; poi, nel maggio di quest’anno, è nata la collaborazione con Terza Fila e l’inevitabile apertura al grande pubblico. Migliaia e migliaia di lettori, ammaliati dalla brama di diventare codisti come l’ottimo Renzo Mattei, si sono precipitati sulla loro piattaforma di posta elettronica e hanno manifestato l’intenzione di associarsi, richiedendo tessera e mascherina personalizzata. L’UCI, non abituata a questi numeri, è precipitata nel caos.
Siccome sappiamo imparare dai nostri errori, l’UCI ha ora una nuova procedura per l’approvazione di nuovi tesserati, che teniamo a condividere attraverso questo canale. Insieme alla già prevista presentazione, il candidato codista deve far pervenire al nostro indirizzo email una lettera di motivazione e un’analisi codistica di propria produzione. Il tutto sarà analizzato da una commissione specializzata che deciderà se convocare o meno il candidato per la prova finale, ovvero il colloquio con il direttivo (presieduto dal sottoscritto).
L’analisi codistica, come descritto nell’ECF (European Creditologists Framework), è un esame tecnico approfondito dei titoli di coda di un prodotto audiovisivo. Aspetti immancabili di tale disamina sono: il font e il colore delle scritte, la velocità e la modalità di scorrimento, la musica di accompagnamento, la presenza o meno di immagini, video o segni. La creativa combinazione di questi elementi, unitamente al contenuto delle scritte, determina la qualità della coda. Com’è normale quando si parla di arte, è impossibile sopprimere le emozioni: un bravo codista è capace di far emergere i propri sentimenti senza lasciare che intacchino l’obiettività dell’indagine formale.
Mio marito mi ha consigliato di concludere questo intervento con una call to action e ho deciso di ascoltarlo. Essere codisti è un’arte, e come tale deve essere appresa. Solo se seriamente interessati, dunque, vi invito a contattarci per richiedere consigli ai nostri codisti esperti.
L’UCI ha un’unica, semplice regola: i suoi iscritti rimangono in sala ad occhi chiusi fino a quando il film finisce, perché per loro il vero spettacolo inizia quando tutti gli altri vanno via. A volte, basta una tenue storia d’amore tra il capo attrezzista e l’assistente parrucchiera – i loro due nomi che si inseguono in una corsa verticale senza speranze – per uscire in lacrime dalla sala.
Per tesserarti all’UCI e ricevere in omaggio una mascherina per gli occhi personalizzata, invia a uci.segreteriaorganizzativa@gmail.com una lettera di motivazione e un’analisi codistica di tua produzione.
