Il Codice Valentinetti
Il Vaticano istituisce la Pontificia Commissione per l'Integrità Iconografica.
della Redazione
Terza Fila è in grado di pubblicare in esclusiva la prima nota della Pontificia Commissione per l’Integrità Iconografica (PCII), organismo straordinario istituito dalla Santa Sede per affrontare quella che definisce «una minaccia di natura iconografica e teologica senza precedenti». Secondo fonti interne alla Curia, la nota sarebbe stata diffusa inizialmente in via estremamente confidenziale tra i vertici del Vaticano e contiene istruzioni operative, linee guida e prime rilevazioni sulle anomalie iconografiche attribuite al restauratore Bruno Valentinetti, balzato agli onori delle cronache per aver rifatto la faccia a un angelo ispirandosi alla Meloni.
Di seguito, il testo integrale della comunicazione vaticana.
Città del Vaticano – Comunicato della Prima Riunione Plenaria della Pontificia Commissione per l’Integrità Iconografica (PCII)
A seguito di segnalazioni riguardanti alcune anomalie iconografiche di recente riscontro nella Chiesa di San Lorenzo in Lucina, su proposta del Cardinale Presidente della CEI, Sua Eminenza il Cardinale Zuppi, è stata istituita con procedura d’urgenza la Pontificia Commissione per l’Integrità Iconografica (PCII). In data 26 febbraio 2026, il Segretario di Stato, Sua Eminenza Cardinale Parolin, ha convocato la PCII in seduta straordinaria per fare il punto sulla verifica dell’integrità iconografica delle opere ecclesiastiche di Roma.
A seguito delle prime discussioni, i seguenti tre compiti sono affidati alla Commissione:
Verifica dei tratti somatici: individuare la presenza di riferimenti antropomorfici a figure politiche attuali nelle opere di culto, con particolare attenzione a possibili deformazioni iconografiche che possano configurare un rischio di culto della personalità politica.
Ispezione dei restauri recenti: esaminare opere restaurate o manipolate, con particolare riguardo agli interventi attribuibili al sig. Bruno Valentinetti, al fine di garantire la salvaguardia del decoro e della teologia figurativa.
Sorveglianza tecnologica: implementare sistemi di rilevazione biometrica avanzata per il monitoraggio discreto dei tratti somatici sospetti e prevenire eventuali devianze iconografiche. A questo proposito, a ciascuno dei Cardinali membri della PCII è stato fornito uno scanner biometrico in grado di individuare con precisione scientifica lineamenti riconducibili ad esponenti del governo.
Al termine dei primi sopralluoghi, i risultati preliminari segnalano:
Basilica di Sant’Andrea delle Fratte: statua marmorea di cherubino di dimensioni minori nella navata sinistra con volto dell’On. La Russa; nota: presente un braccio alzato in posizione potenzialmente apologetica.
Chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza: nell’affresco del corridoio della canonica è stato individuato un serafino recante un fascio di grani antichi italiani raffigurato nell’atto di fermare un’altra figura dal colorito più scuro recante spiedini di locuste; la quasi impercettibile dicitura ‘made in Italy’ dipinta sulla prima spiga a destra porta il giudizio della PCII a sospettare un tributo all’On. Lollobrigida.
Chiesa di San Giorgio in Velabro: nella scena affrescata della natività nella cappella laterale destra la fisionomia del terzo pastorello dalla sinistra richiama indubitabilmente quella dell’On. Salvini; nota: la figura indossa una felpa blu con scritta “Nazareth” e reca in mano una vaschetta di prodotti caseari.
Basilica di San Pietro in Montorio: nell’arazzo della Crocifissione di Cristo, il primo soldato sulla destra, privo di elmo, assomiglia chiaramente all’On. Vannacci; si rileva, a supporto della rassomiglianza, che dalla saccoccia della figura pende una pergamena dal titolo “mundus inversus”.
Si conclude con una nota di carattere meramente politico. Al di là dell’imbarazzo internazionale suscitato dall’incidente di San Lorenzo in Lucina, la Santa Sede è preoccupata dal pericolo, di natura teologica e pastorale, di una riemersione del culto della personalità mascherato da arte sacra, fenomeno storicamente noto per la sua capacità di oscurare la centralità della devozione a Dio, alla Santissima Trinità e ai Santi della Chiesa. Il rischio di potenziali interferenze dell’autorità temporale anche nell’ambito del potere ecclesiastico, vista l’evidente insofferenza dell’attuale esecutivo verso il principio dell’equilibrio dei poteri, va tenuto in considerazione.
Si precisa, infine, che non sono state rilevate rappresentazioni riconducibili a esponenti dell’opposizione. Le ricerche continueranno, ma, ad ogni modo, il pericolo di culto della personalità risulta, allo stato attuale, statisticamente non compatibile con l’area del centro-sinistra. Eventuali aggiornamenti saranno comunque comunicati qualora l’opposizione dovesse sviluppare un carisma iconograficamente rilevabile.
La PCII continuerà a svolgere il proprio compito con la massima discrezione, garantendo la salvaguardia del patrimonio artistico e spirituale della Chiesa.
Città del Vaticano, 26 febbraio 2026 – Pontificia Commissione per l’Integrità Iconografica
Allegate alcune note per la corretta comprensione della presente comunicazione:
[1] Ai fini del presente documento, per “anomalia iconografica” si intende qualsiasi rappresentazione sacra che, anche in assenza di dolo artistico, presenti una riconoscibilità fisionomica tale da indurre il fedele medio a esclamare frasi del tipo: «Ma quello è…» prima della corretta identificazione del soggetto teologico.
[2] Per “culto della personalità” si intende una forma di venerazione impropria caratterizzata da: a) riconoscibilità immediata del soggetto; b) riproducibilità mediatica; c) capacità di generare consenso senza necessità di miracoli certificati. Restano esclusi i Pontefici regnanti e quelli deceduti in odore di santità.
[3] L’espressione “interferenze dell’autorità temporale” non include: a) benedizioni istituzionali; b) foto di gruppo; c) presepi; d) utilizzo occasionale del termine “radici cristiane” in contesti elettorali.

Vuoi farci il malocchio? Vuoi riempirci di soldi? Per qualsiasi commento, scrivi a redazione@terzafila.it
