L’abbaglio
Coda risorgimentale.
di Renzo Mattei – tesserato UCI
Ogni mese ospitiamo la recensione di un socio UCI (Unione Codisti Internazionale), che riunisce esperti di titoli di coda da tutto il mondo.
Scelta coraggiosa per la regia sperimentale di Roberto Andò: i protagonisti, qui, non sono i caratteri rossi che compongono i nomi degli attori presenti nel film, ma la cascata di foto a monumenti e lapidi sullo sfondo.
Ancora risuona il Va’ pensiero (Viva V.E.R.D.I.!) che accompagnava gli ultimi dialoghi, e appaiono in sequenza nomi e cognomi, nessuna dissolvenza a interrompere il flusso. Rosalino Pilo, Giuseppe La Masa, Salvatore Spinuzza et al.: tutti eroi del Risorgimento italiano.
A favorire la coesione con l’inevitabile seconda parte, quella su sfondo nero, è la permanenza del Times New Roman Bold carminio che ora rivela i nomi dei produttori.
Dopo una doverosa ammissione delle «libertà poetiche» che gli autori si sono qua e là presi, la regia decide per un finale più tradizionale: scorrimento verticale, Calibri bianco su sfondo nero.
Giudizio complessivo: peccato per la svolta reazionaria nel finale, mi sarei aspettato maggior ardimento. 7
Premio “Il codista del mese” per il nome più brutto: Marta Billingsley.
L’UCI ha un’unica, semplice regola: i suoi iscritti rimangono in sala ad occhi chiusi fino a quando il film finisce, perché per loro il vero spettacolo inizia quando tutti gli altri vanno via. A volte, basta una tenue storia d’amore tra il capo attrezzista e l’assistente parrucchiera – i loro due nomi che si inseguono in una corsa verticale senza speranze – per uscire in lacrime dalla sala.
Per tesserarti all’UCI e ricevere in omaggio una mascherina per gli occhi personalizzata, scrivi a uci.segreteriaorganizzativa@gmail.com
