Pillon strikes back
Proprio mentre la famiglia esce dal bosco, Pillon esce dall’oblio e si aggiudica la difesa più discussa d’Italia.
della Redazione
Simone Pillon torna sulla cresta dell’onda della cronaca. Vi era mancato? Forse sì, forse no. In ogni caso, vi rinfreschiamo la memoria con una breve bio dell’illustre avvocato col papillon.
Simone nasce il 1° settembre 1970, prima di decidere di uscire dal grembo di sua madre nove mesi dopo, il 1° giugno 1971. Bambino precocissimo, già alla veneranda età di 3 mesi impara, esercitandosi con il cordone ombelicale, tutti e tre i principali metodi per annodare il papillon a mano, il classico (farfalla), il diamante (a punta) e, il suo preferito, il batwing (dritto e quadrato).
Nel 1985, in occasione della festa per i suoi 168 mesi, un lontano zio di sospetta condotta morale gli regala una camicia rosa. Entra così in contatto per la prima volta con il piano segreto di reclutamento omosessuale messo in atto dalla LGI (Lobby Gay Internazionale) e capisce di dover fare la sua parte. Intraprende così un cammino neocatecumenale, percorso che gli garantirà non solo la promessa della salvezza eterna, ma anche l’uso della chitarra acustica. Simone cresce, si laurea e apre i suoi orizzonti grazie al servizio militare nell’ambiente più progressista dei Guastatori Alpini.
Con il nuovo millennio si apre l’età dell’oro di Simone. Nel 2007 è tra gli organizzatori della kermesse più pia d’Italia: il Family Day, ideata, a dispetto del nome, per spiegare devotamente che a Dio non fanno impazzire molti tipi di famiglia. Così, dal giorno alla notte, a Simone si aprono le porte della politica e in qualche anno riesce a realizzare il sogno di qualsiasi bambino: diventare uno dei membri più illustri della corrente d’avanguardia del Carroccio, quella dei cattoleghisti. La carriera di Simone trova il suo apice quando nel 2018 entra a Palazzo Madama come Senatore della Repubblica. Arrivato a Roma, in poco tempo si distingue per la sua capacità di individuare con lucidità clinica le reali emergenze che tengono sveglia l’Italia: la stregoneria insegnata nelle scuole di Brescia e provincia, il satanismo dilagante al Festival di Sanremo 2019 e, dulcis in fundo, i pericolosi episodi de I Griffin sulla sacra famiglia. Forte con i forti e forte con i deboli, Simone ormai non guarda in faccia a nessuno e non si fa scrupoli a scagliarsi contro i potenti della terra, da Elon Musk, accusato di censurarlo, a Rai Yoyo, per l’uso criminale di glitter nei cartoni animati.
Non rieletto nel 2022, Simone sparisce dai radar almeno per un po’. Ma non per questo si arrende, anzi. Sempre attento a quanto accade nel mondo, coglie al volo l’occasione di riprendersi la visibilità ingiustamente tolta dalle urne e corre in soccorso della comunità silvestre più famosa d’Italia: la celeberrima (e tradizionalissima) “famiglia del bosco”. Dopo aver cambiato già per due volte la difesa, la coppia anglo-australiana si affida ora all’avvocato col papillon, con la speranza di risolvere una situazione ormai incancrenitasi da sei mesi. Intanto, però, le prime mosse del nuovo avvocato promettono bene. Nell’attesa del giudizio della magistratura si fa ancora attendere, quello della stampa internazionale è già chiaro: la richiesta formale alla Corte Internazionale di Giustizia dello status di “Rifugiati del Medioevo” per i suoi clienti, che starebbero fuggendo dalle persecuzioni della corrotta modernità per prepararsi ai controlli di sicurezza di accesso al Purgatorio, è una grande trovata. La luna di miele potrebbe però durare meno del previsto e voci di corridoio affermano che i primi screzi sarebbero arrivati già dopo i primi giorni, a causa del rifiuto da parte di Nathan e Catherine rispetto alla richiesta di Simone di acquistare un bue di razza chianina da affiancare all’asinello.
Staremo a vedere.
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