Scott Pilgrim è energia
Gli esplosivi titoli di testa del film “Scott Pilgrim vs. the World” (2010).
di Oscar “Toaster” Martini – Gioventù Codista
Ogni mese ospitiamo la recensione di un tesserato di Gioventù Codista su un film che ha dei credits stupendi, che siano titoli di testa o di coda poco importa. Credits che in ogni caso non ti fanno alzare dalla poltrona.
I tre ragazzi della band sono in cucina. Suona il campanello: è Knives, la ragazza di Scott, venuta per ascoltare le loro prove.
È passato appena qualche minuto, ci siamo. La batterista urla: «WE ARE THE SEX BOB-OMB!», e stacca il tempo: «One, two, three, four!». Un’esplosione di garage indie punk rock, parte il pezzo. Alternati, vediamo i tre ragazzi suonare scatenati e il controcampo di Knives sul divano con gli occhi sbarrati e la bocca leggermente aperta.
La macchina da presa, guardando la band, si spinge lenta all’indietro, creando un nuovo spazio che non esiste tra i ragazzi e il divano. Ecco spuntare in questo spazio irreale i primi titoli: «Universal Pictures presents».
Arriviamo al divano e poi, BOOM, il titolo.
Così comincia un’intera sequenza di opening credits, titoli di testa, della durata di quasi due minuti. Una fiammata di colori, caotica ed energetica come la musica dei Sex Bob-Omb, che intanto continua a suonare. E così vengono presentati i nomi di chi ha contribuito alla realizzazione di questo assurdo capolavoro contemporaneo.
La cura dei titoli è del collettivo Shynola, quindi non c’è da sorprendersi se la qualità è così alta. Loro sono i creatori dei titoli, tra gli altri, di The IT Crowd, Guida galattica per autostoppisti, GLOW, ma anche i registi di molti interessanti videoclip musicali (ad esempio di Radiohead, Blur, and so on).
Scott Pilgrim vs. the World (2010) è sicuramente un film coraggioso nella sua interezza: un adattamento di un fumetto che cerca di rendere anche graficamente la sua forma di partenza, che gioca, sperimenta e si diverte. Ed è bello, ed è giusto, che questo coraggio abbia abbracciato anche i credits.
Questa lunga sequenza iniziale non è staccata dal film, non è parallela al film: è incorporata davvero nella sua essenza. È il modo con cui l’opera si presenta. Setta il mood, ecco. Ti prepara alla visione di una cosa nuova e un po’ assurda.
Poi i titoli finiscono. La fiammata di colore si esaurisce, e torniamo nella sala prove. Vediamo Knives in primissimo piano, con il volto ancora più stralunato. Lentamente, commenta: «You guys… are so… amazing». E poi il film parte sul serio.
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