STOP TASSA ETICA
Numero cinque, anno II.
della Redazione
Lo scorso febbraio, i Radicali italiani hanno lanciato una campagna di raccolta firme per la proposta di legge sull’abolizione della “tassa etica”, l’addizionale IRPEF/IRES del 25% sui redditi provenienti dal settore pornografico. Per leggere e firmare la proposta, cui diamo uno sguardo approfondito in Tutti etici con le tasse degli altri, potete andare su questo link. Uno dei volti di questa campagna è quello di Luiza Munteanu, divulgatrice scientifica e content creator, che ne L’intervista ci ha parlato di cosa significhi lavorare nel mondo del porno in Italia. Per quanto riguarda la Finanziaria 2006 che ha introdotto la tassa, Il Cirano ironizza sui problemi che si hanno nel definire cosa siano il porno e Il sesso, per davvero.
Il concetto di “tassa etica” è molto ampio, e si inserisce negli strumenti che uno Stato può adoperare per influenzare i costumi dei cittadini: ne parliamo in Stato paternalista o opportunista? Esercizi che aprono, leggi che cambiano, esercizi che chiudono: l’altalena normativa sulla CBD ha appeso Simon – e molti altri imprenditori italiani – ad un sottilissimo filo giudiziario che rischia di spezzarsi, come raccontiamo in E i negozi di cannabis light? Accanto a tassare o proibire un’attività, anche la sottrazione dei servizi è determinante nelle possibilità che ciascuno si vede offerte: è questo il caso delle donne che pagano Il prezzo invisibile della cura. Alla base di questo discorso c’è un’impostazione ideologica che lo Stato definisce: dare priorità alle prospettive individuali o a quelle comunitarie? Ce ne parla il professore Fabio Dei dalla Seconda fila.
A volte, per quanto rigido possa essere il proibizionismo, il senso del divieto si fa più sfumato: basta superare un confine. È quello che succede alle protagoniste di Un altro po’: un racconto.
Lo scontro tra legge ed etica si può riflettere in maniera diversa su diverse generazioni: un episodio stradale ha toccato una corda nell’animo dell’ormai caro barone von Kӓmpfen, che ne ha scritto sorbendo il suo Caffè corretto.
È finita la telenovela strappalacrime che vi teneva incollati al televisore ogni sera? Nessun problema, ormai basta accendere sul TG: i nostri reporter tornano in Niente da ridere sulla tormentata storia d’amore tra Trump e Meloni, questa volta offrendoci un monologo interiore – ottenuto per intercessione divina – di Sua Santità, che si è trovato Tra i due litiganti.
Ma ora è il momento di fare le valigie, e questa volta niente libri: ce ne saranno dove stiamo andando. In Notizie dal mondo, Barry Bini ci porta in una Alessandria dalla biblioteca più integra che mai. Se invece preferite leggere il giornale, sarete contenti dell’invito Tra le righe di questo mese: Artisti, pazzi e criminali, un’antologia degli articoli di Soriano che dicono molto su cosa sia fare giornalismo.
Mi consenta, si può avere una serie TV? Eccola qui: Occhio al pilota – con il solito divieto di spoiler – racconta la prima puntata di 1992 con uno sguardo all’intera serie sull’ascesa di Berlusconi. Già che avete acceso la televisione, approfittatene per guardare Olympia, il celebre documentario sulle Olimpiadi del ’36: è vecchio ma non è muto, quindi SSSHHHHHH! E – badate bene – il fatto che glorifichi il regime di Hitler non lo rende brutto: talvolta, anche Il cinema al servizio dello Stato produce capolavori.
I cattivi dei film ci piacciono sempre di più, e il film Joker del 2019 ha proposto un personaggio complesso (e complessato) che parla più delle sue dinamiche psicologiche che dei bisogni di una società intera: ecco la ragione della nostra Bocciatura.
Vi sarà capitato di andare ad un museo che proponeva un’interazione tra spettatore e opera più dinamica, grazie alle tecnologie immersive: partendo dalla Caccia al leone di Assurbanipal del British Museum, ne La cornice vediamo quando funziona e quando un po’ meno.
Un piccolo terremoto negli ambienti codistici: ci scrive Samantha Collins della Gioventù Codista, con tutta la grinta di chi promette di portare una ventata d’aria fresca per ridare la giusta considerazione ai titoli di coda.
La redazione che ha lavorato alla produzione di questo numero è composta da: Alessandro Giovanni Alberti, Christiano Nella, Giovanni Luca Palombella, Simone Cerino, Alice Visco, Margherita Cesario, Alessandro Moscone e Alessandro Liberati.
Hanno inoltre collaborato: Giada Grassi, Tommaso Guffanti e Filippo Tommaso Ceriani.
Fotografie originali di questo numero: Francesco Mignone, Laura Colarocchio e Sophia De Lellis.
Copertina a cura di Sophia De Lellis.
Progetto grafico a cura di Martina Mastrolonardo.
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