Tutti in piazza
Gli articoli del numero due.
della Redazione
Bentornati! Nel numero di luglio, il tema che affrontiamo è quello della piazza: piazza politica e corpi in piazza, piazze piene, piazze a rischio e piazze fatte per i social. Insomma, un tema per sua natura complesso che cercheremo di esplorare insieme da diverse prospettive.
Quale rapporto hanno le diverse generazioni con le manifestazioni di piazza? Lo abbiamo chiesto ad un po’ di persone e nell’articolo In piazza senza età trovate alcune delle risposte che abbiamo ricevuto. Di questi tempi, poi, non si può ragionare sulle manifestazioni senza parlare di DL Sicurezza e nemmeno noi abbiamo rifuggito la sfida. Se in Abracadabra sicurezza proviamo a riflettere sugli ultimi sviluppi del travagliato percorso del provvedimento, c’è anche il nostro Cirano che prova a sdrammatizzare. In Se mi piaci manganello troverete una storia breve ma intensa: quando il sadomasochismo incontra il DL Sicurezza.
Continuando sul tema di copertina, abbiamo la Seconda Fila, il nostro contributo esterno, firmato da Filippo Barbera, professore di sociologia economica a Torino, che riflette su La piazza e la politica. Chi invece le piazze le organizza è Debora Striani, membro del direttivo nazionale della Gioventù Federalista Europea, di Radicali Italiani e di Più Europa. Trovate le sue parole ne L’intervista, una chiacchierata sul perché ancora continuare a scendere in piazza oggi e sul rapporto tra le manifestazioni politiche e i media. Completa questa prima parte del numero uno sguardo all’estero: in Francia, ma non solo, il rapporto tra le manifestazioni e la musica techno si fa interprete di un nuovo modo di vivere le piazze, come raccontiamo in Tornare a manifestare con gioia.
Prima di passare alla cultura, un’ultima coppia di articoli di articoli ci accompagna nel passaggio. La gravitas del Barone Herbert von Kämpfen nel suo Caffè corretto vi farà raggiungere vette tanto alte che, per tornare sulla terra ferma, raccomandiamo il nostro Niente da ridere, la satira di Terza Fila. Questo mese il protagonista è il mitico sindaco di Roma Roberto Gualtieri, affannato ad inaugurare nuovi spazi e monumenti, nel sogno della “Città dei 15 minuti”.
Come in piazza, anche a teatro si può stare gli uni accanto agli altri. Jacopo Giacomoni ci racconta come il teatro partecipato può interpretare un nuovo modo di vivere gli spazi, il rapporto tra i corpi a teatro e la fruizione artistica. Potete trovarlo sia nella Mini guida al teatro partecipato, di Giacomoni e della nostra Redazione, sia in Facciamo finta che, una chiacchierata con lo stesso Giacomoni sul teatro partecipato, i videogiochi e i giochi di ruolo.
Dagli spettacoli ai film il passo è breve. SSSHHHHHH!, la nostra rubrica sul cinema, questo mese ci parla di La Cosa, documentario di Nanni Moretti che riesce a catturare un momento storico per il PCI. Se poi un film non ci limitiamo a guardarlo da uno schermo, ma ci ritroviamo in un cinema all’aperto o in un’arena, allora La cornice è molto diversa e potrebbe suscitare tutta un’altra riflessione. Infine, anche questo mese continua la collaborazione con l’UCI – Unione Codisti Italiani. Direttamente da Cannes, Il codista ci manda una recensione fresca fresca dei titoli di coda di Fuori.
Parlando di serie TV, invece, l’Occhio al pilota di questo mese racconta, sempre con la cura “spoiler-free” di fermarsi alla prima puntata, Fleabag, una serie capace di sfondare la quarta parete. È invece un NO per M. Il figlio del secolo, tratta dall’omonimo romanzo di Antonio Scurati, tra le più chiacchierate degli ultimi mesi. Trovate le ragioni di un giudizio così critico ne La bocciatura.
Siamo ormai alla fine, ma prima di salutarvi e augurarvi una buona lettura, gli ultimi due pezzi della nostra sezione culturale, quella dedicata a libri e romanzi. Ormai per la terza volta di fila, l’impomatato Armando Scaramouche non si smentisce e ci consegna il suo Giudicalo dalla copertina. Una nuova toccante recensione, per chi, come lui, non si ferma alla superficie – ma attenzione al suo fascino magnetico!
Infine, chiudiamo con una lettura Tra le righe di Cuore di tenebra, racconto di Joseph Conrad: e se fossimo proprio noi la barbarie contro cui lottiamo?
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