Tutto da capo
A volte la vera rivoluzione è saper restare.
di Armando Scaramouche
Quanto acchiappa conoscere un sacco di libri? Ma quanto diavolo di tempo ci vuole a leggere un sacco di libri? Io, Armando Scaramouche, ho la soluzione: chi ha detto che per capire un libro serve aprirlo veramente?
Quanto può essere difficile rifare tutto da capo? Nel romanzo di Cathleen Schine sembra che qualcuno ci stia provando. Un uomo e una donna, immersi in una luce estiva e in un silenzio pieno di non detti, condividono la casa ma non più la vita. Lui finge di leggere, lei scruta l’orizzonte del mare. Entrambi aspettano qualcosa (qualcuno?) che li costringa a interrompere quella calma apparente. Forse un colpo di vento, forse un sentimento. Forse l’occasione per provare a rifare Tutto da capo: non una minaccia, ma una promessa. Perché a volte la rivoluzione comincia così, in costume da bagno sul balcone, con un libro in mano e la sensazione che la vita, dopotutto, stia solo aspettando di essere voltata come una pagina di un libro.
In Tutto da capo, Cathleen Schine mette in scena una storia domestica ma solare, in cui la distanza si misura in centimetri di ringhiera e anni di abitudine. Lei, stessi sogni di fuga di Madame Bovary. Lui, l’uomo del “preferirei di no”, il simbolo supremo della passività elegante.
Qualcosa però li costringerà a parlarsi di nuovo: il bianco delle pareti, desiderio di purezza, il verde degli alberi, speranza di una riconciliazione. La fuga resta un’ipotesi. Tutto da capo è infatti il racconto di chi sogna di cambiare, ma trova il coraggio di riordinare le stesse stanze. Dopo tutto, ricominciare non significa sempre partire. A volte basta restare, sul balcone giusto.
Posta delle lettrici
Caro Armando,
la tua ultima rubrica mi ha aperto gli occhi. Ma che dico, ci ha aperto gli occhi! Io e le mie amiche ci siamo decise – basta ore fragili! – e siamo partite. Ti scriviamo ora dalla cabina numero 68, ponte B, a bordo della Grimaldi Lines diretta a Barcellona. Da lì, andremo a Formentera, per una magica tre giorni di divertimento e follie.
Ti confessiamo, Armando, di aver provato a leggere la storia del pilota e delle due donne come dici tu: ‘dalla copertina’. Ma quel mare arancione e violaceo (purpureo?) insieme ci ha fatto solo venire un’irrefrenabile voglia di smalto glossy. Ci chiediamo se in fondo sia questo un po’ il messaggio del tuo pezzo: provare – osare! – a ridipingersi.
Caro Armando, noi non sappiamo in quale parte del mondo tu stia vivendo la tua ultima avventura. Sogniamo, però, d’incontrarti un giorno: la nave salperà da Barcellona domattina, alle 9.
Tue, in balia delle onde e oltre.
Se sei libera e cerchi come me una storia di amore che non sia fatta di sola carne, scrivi a armandosexmachine@gmail.com

