Dare senza contare
Numero uno, anno II.
della Redazione
Dopo aver digerito panettoni, pandori, struffoli e torroni, Terza Fila inaugura il 2026 con un numero dedicato al volontariato. È vero che il volontariato fa meglio a chi lo fa che a chi ne beneficia? Ne L’apparente paradosso del volontariato internazionale potete leggere cosa ne pensiamo.
Siamo all’inizio dell’anno, ed è per tutti tempo di buoni propositi. Se vi ha sempre stuzzicato l’idea di impegnarvi concretamente in un’iniziativa di volontariato, ma pensavate fosse troppo complicato “entrare nel giro”, non temete: ecco a voi una mini-guida pratica per un volontariato Alla portata di tutti.
Tutti possono impegnarsi per fare del bene al prossimo, eppure qualcuno decide di farlo in un modo particolarmente coraggioso e intenso: in questo numero abbiamo deciso di raccontarvi cosa vuol dire Curare gli ultimi tra gli ultimi in Palestina.
È giusto delegare alla buona volontà di un gruppo ristretto di cittadini la tutela di alcuni diritti fondamentali di tutti? A questa domanda abbiamo risposto ne L’Italia che aiuta, l’Italia che manca. Se il nostro welfare traballa, in Nord Europa, si sa, sono i campioni dello stato sociale universale. Che fine fa però il volontariato dove i servizi dello Stato sono tra i migliori al mondo? Trovate una risposta in Il volontariato in Scandinavia.
Terzo settore? Onlus? Non profit? Se vi sentite persi in questo mare di sigle e definizioni, lasciate che vi venga in soccorso L’Intervista con Michele Plati, presidente della cooperativa sociale Il Sicomoro, cui abbiamo candidamente chiesto: Che cos’è il terzo settore?
Abbiamo ormai capito che questo universo del volontariato è estremamente ricco e variegato: perché non esplorarlo meglio cercando di conoscere una realtà da vicino? È quello che abbiamo provato a fare intervistando Riccardo Mancini, fondatore e presidente di 2HANDS, un’organizzazione di volontariato che ha ben chiaro il suo Obiettivo Adriatico.
Bene la solidarietà, ma il terzo settore non è soltanto buone intenzioni: sono anche quasi 900.000 dipendenti che, generando una fetta considerevole del PIL del nostro paese, possono davvero essere considerati Un motore economico invisibile.
Nella corsa sfrenata ai badge LinkedIn e alle soft skills, non staremo rischiando di ridurre il volontariato alla proverbiale ciliegina sulla torta del nostro curriculum? Per Martina effettivamente è andata così, come potete leggere ne Il volontariato giusto: un racconto. Dell’importanza che può rivestire per l’individuo un’esperienza di volontariato (non solo per il curriculum), e dell’Impegno sociale come educazione al vivere insieme, scrive per noi anche Tecla Rodi, responsabile del progetto Alumni per il sociale.
Questo mese il nostro Cirano punta il suo naso fresco di affilatura verso l’iniqua distribuzione dei fondi fiscali in Italia: sarà forse meglio inventarsi un dio su misura per evitare che Io non profit, tu ne approfit? Non si ferma la satira: la complicata approvazione della Legge di Bilancio, avvenuta settimana scorsa, ha portato all’invenzione di un mare di scuse in Parlamento per abbandonare di soppiatto la discussione. Le trovate in La dieta di Augusta, o di come andarsene dall’Aula senza dare nell’occhio.
Se durante le vacanze avete fatto indigestione di cinepanettoni, e avete voglia di recuperare un po’ di cineserietà, potete rifarvi con SSSHHHHHH!, questo mese dedicato a La ricotta di Pasolini. Sempre in area cinema, accogliamo con piacere un contributo della tesserata UCI Marina Caligari che, ne Il codista, ci racconta del lato musicale più ignorato (a torto!) di Die My Love di Lynne Ramsey. Le cose, invece, non vanno altrettanto bene per il buon Paolone Sorrentino che, con il suo Parthenope, si becca questo mese La bocciatura.
Le scadenze di gennaio si avvicinano e pensate di non aver tempo per un lungometraggio? Niente paura, potete concedervi il vostro piccolo momento di relax con una serie TV: nell’Occhio al pilota vi consigliamo The Good Place. Se invece siete più tipi da poltrona, coperta e un buon libro, il Tra le righe di questo mese vi suggerisce di fare un giro in biblioteca e rispolverare Il tradimento dei chierici di Julien Benda, «un volume sempre più citato che letto».
E il barone von Kämpfen? Questo mese lo incontriamo in veste di viaggiatore, su un treno alpino e lento, quand’ecco che qualcosa di inaspettato lo distrae e turba. Inutile dirvelo: fuori il taccuino e Il caffè corretto è servito. Armando Scaramouche, invece inizia l’anno esplorando uno scaffale che non aveva mai approcciato e ci racconta la sua esperienza nel suo usuale Giudicalo dalla copertina.
Una novità che ci fa saltare dalla gioia: Barry Bini è il nostro nuovissimo reporter senza frontiere. Ogni mese ci porterà in un luogo lontano per riportarci le più importanti Notizie dal mondo, questa volta dalla California (più o meno).
Chiudiamo, infine, con La cornice: vi è mai capitato di conoscere la vita di un autore e, recandovi in un museo o a una mostra, ritrovarla mal rappresentata o, peggio, tradita? Bene, è quello che questo mese è successo a noi con Gauguin. Chissà se sia mai stato un pedofilo, di certo non lo impareremo andando al museo.
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