Palla o campo?
Numero sei, anno II.
della Redazione
Tra dieci giorni sarà inaugurato il Campionato mondiale di calcio 2026, tra Canada, Messico e Stati Uniti. In More is more? Il nuovo mondiale che unisce divide, raccontiamo che cosa rappresentano questi mondiali per la Storia del calcio, tra molte innovazioni e l’ombra di qualche contraddizione.
Certo, l’appeal è diverso per chi guarda dall’Italia, esclusa da questa come già dalle ultime due edizioni. Il Cirano fa un rapido resoconto della telenovela di ripescaggi che ha fatto sperare fino all’ultimo un popolo che si innamora Sventolando il bandierone. La crisi che la questione eliminazione ha aperto è molto più ampia, e ha messo in discussione il modello con cui il nostro Paese forma i professionisti dello sport; per questo, abbiamo indagato Come l’Italia sostiene i suoi atleti rispetto agli Stati Uniti e alla Norvegia.
È un sistema che – le cronache ne sono piene – produce spesso delle storture: attraverso la storia di Clara, raccontiamo Il lato oscuro dell’agonismo giovanile, tra coach soffocanti e destini segnati.
«La salute mentale non è un tabù, è una componente della performance». A parlare in maniera molto franca di pressione psicologica sugli atleti e di molti altri temi è Giovanni Malagò, membro del CIO e già presidente del CONI, che si confronta con noi in Campioni per caso. È stata proprio una nuova politica del Comitato Olimpico sulla definizione di donna, e quindi sull’accesso a competizioni femminili, ad infiammare il dibattito negli ultimi mesi. Ne L’Intervista, ce ne parla in dettaglio Mauro Mandrioli, ordinario di Genetica presso l’UniMoRe.
Oramai la palestra attira tutti, molto più degli sport tradizionali. È il caso della protagonista di Allenamenti specifici per glutei: un racconto. Gli impianti sportivi, in generale, sono uno strumento spesso usato per riqualificare quartieri periferici. Ne parla dalla Seconda Fila il professor Carlo Cellamare, ordinario di Urbanistica presso la Sapienza di Roma.
Il Caffè corretto, questo mese, racconta i Giochi del Mediterraneo come l’ennesima prova di un’Italia a due velocità, e lo fa con una nuova, agguerritissima firma. È quella del noto opinionista Libero della Piana, che sostituisce il barone von Kӓmpfen sulla cui sorte non abbiamo informazioni certe. Sarà forse divenuto un barone rampante? Non si sa, ma se si trova nel bosco incontrerà sicuramente la celebre famiglia, che ha compiuto di recente un altro miracolo politico: resuscitare l’Enzo Miccio della Lega. Ebbene sì, Pillon strikes back. Ricordiamoci la sua storia leggendo Niente da ridere.
Vi eravate affezionati alle Notizie dal mondo mensilmente fraintese dal leggendario Barry Bini? Anche noi! Purtroppo, però, le cose cambiano. D’ora in poi, la rubrica racconterà la quotidianità di piccoli paesi delle province italiane. Lo ha deciso lo stesso Barry. Anzi, come dice lui: Chiamatemi Bartolo. Dopo la rivoluzione dello scorso mese, anche Il codista prosegue con l’analisi che il giovane codista Oscar “Toaster” Martini fa dei titoli di Scott Pilgrim vs. the World.
Quanto alla sezione culturale, un approccio candido e curioso al tema della varianza di genere è il cardine di Song of Myself di Fabio Geda, la lettura Tra le righe di questo mese. Sul tema dell’essere costretti ad essere si misura invece Shine, film di Scott Hicks che valse un oscar a Geoffrey Rush: inizia, SSSHHHHHH! Un film che invece “no, dai” è Project Hail Mary, recente acclamatissima commedia che cade sotto la scure de La bocciatura. Per una lettura insolita, e di insolita qualità, vi consigliamo la newsletter Mezza Riga di Spetia e Di Tommaso, una prova che Il giornalismo sportivo non è morto.
Per la platea di binge watchers, Occhio al pilota di Peaky Blinders, la serie che ha riportato il berretto a spicchi sulle nostre teste. Già che siete a Birmingham, scendete verso Londra e concedetevi una visita lenta alla Tate Modern: La cornice parla dello slow looking come nuovo paradigma di visita museale.
La redazione che ha lavorato alla produzione di questo numero è composta da: Alessandro Giovanni Alberti, Christiano Nella, Giovanni Luca Palombella, Simone Cerino, Alice Visco, Margherita Cesario, Alessandro Moscone e Alessandro Liberati.
Hanno inoltre collaborato: Andrea Borrelli, Giada Grassi e Filippo Tommaso Ceriani.
Fotografie originali di questo numero: Francesco Mignone, Laura Colarocchio e Alice Visco.
Progetto grafico a cura di Martina Mastrolonardo.
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